Wednesday, December 26, 2012

Le colpe dei padri ricadono sui figli

Icona Dio Padre
Questo simpatico video fa riflettere su come la gran parte della sofferenza umana, quella sofferenza che secondo alcuni sarebbe prova della non esistenza di un Dio che è Amore, sia, invece, causata dalle cattive azioni dell'uomo. Ho sempre desiderato intervenire su questo punto che, assieme ad altri, è uno dei cavilli più usati dal mal genio umano per circuire tante persone ed impedire loro di andare al Dio vero attraverso "presunte" contraddizioni o interpretazioni errate e pretestuose della Sacra Scrittura o delle verità contenute nella Tradizione. 

Il Signore ci dice:"Le colpe dei padri ricadono sui figli". E tremiamo dinanzi a questa frase così come tremiamo dinanzi alla frase detta a Mosè "Io sono Colui che sono", poi ridetta in maniera ancora più terribile alla nostra Santa Caterina da Siena "Io sono Colui che sono e tu sei colei che non è!". Ma tenete presente che questa e l'altra frase, così come tutte le frasi dette da Dio, sono sempre frasi d'amore e persino le frasi pronunciate nel comminare un castigo contengono sempre un amore tale che supera la durezza e l'amaro del castigo stesso. In questo caso però non siamo in presenza di un Dio che ci minaccia di castigo divino per eventuali colpe altrui. Dio, l'Amore, che prima di giudicarci, fa di tutto per farci passare dalla Sua Misericordia cioè da Se Stesso cioè dall'Amore, poi ci giudica singolarmente non perchè ami farlo ma perchè "deve" farlo essendo che cosa impura non possa stare dove Lui sta. Deve farlo perchè non può distruggerci perchè l'Amore nulla distrugge di ciò che crea con Amore. Lo stesso Satana in molti casi di esorcismo arriva a dire "..anche io sono una Sua creatura e Lui non mi ha distrutto". Questa frase significa questo: "o uomini vi avviso che le conseguenze dei vostri peccati ricadranno certamente su di voi (in vita o dopo la morte quando verrete a Me) ma sappiate che queste conseguenze causeranno sofferenza e dolore alle generazioni successive (ed Io vi giudicherò anche per questo). Se, quindi, inquinate l'ambiente create il tumore, se coltivate l'odio create le guerre, se coltivate l'egoismo create solitudini e separazioni, se non venite a Me e, come se non bastasse, ammazzate pure la legge morale che Io ho messo nell'uomo, create una umanità perversa, ripiegata su se stessa e schiava di alcune cose di cui vi dico chiaramente il nome: denaro, potere e senso. Vivendo sotto questi idoli, armi in mano al mio e vostro Nemico, diventate dei senza-anima capaci di compiere ogni nefandezza contro di voi ed il prossimo. Diventate peggio delle fiere. Ed Io non ascolterò i lamenti di chi oltre ad essere vittima è anche carnefice. Di chi non vuole soffrire ma è egli stesso causa del soffrire altrui. Vi ho ridato la Grazia. Mi è costata la morte perchè mio Figlio Io sono. Vi ho portato, attraverso molti secoli, da selvaggi quali eravate a divenire uomini sufficientemente ragionevoli per poter capire il vangelo e poi ve l'ho dato attraverso mio figlio Gesù. Vi ho fatto conoscere il profumo della Sua santità. Vi mando nei secoli sempre i miei santi - altri piccoli Cristi - per darvi sollievo, luce e una prova concreta, contro la vostra superbia, di come il vangelo sia vivibile. Ora ció che volete vi sia fatto. Io non creo servi ma spiriti a mia immagine e somiglianza cioè io creo semidei autodeterminati e liberi. Belli siete perchè siete liberi. La Terra è luogo di esilio, ma se sia un dolce esilio o l'inferno, questo sta a voi. Io ho fatto di tutto per ridurvi quelle sofferenze che, non dimenticatelo mai, voi vi siete condannati a vivere. La più grande è il distacco da Me sensibile, poi vi è l'essere soggetti alla materia, Vi prego di non aggiungerne altre. Mi dite: "Padre ma il mondo è tutto marcio!! Come fare??". Vi dico:"Voi siate santi! I miei santi. Alcuni famosi altri sconosciuti. Tutti noti presso di Me. E, poichè siete troppo deboli ora che siete in esilio, rivolgetevi a me. Potete per caso credere che Gesù poche ore prima di morire abbia giocato? Con che cuore abbia consumato la sua ultima cena voi non ve lo domandate!! Io gli ho chiesto di istituire l'Eucarestia! Io, Suo Padre, faccio di ogni cuore un altare e se sarete santi, cioè anime che tendono con sforzo onesto alla santità, Io lascio il cielo, mi abbasso e vengo da voi nuovamente sensibile attraverso il mio Spirito Santo! Sensibile al vostro spirito come un tavolo vi risulta sensibile al tocco della vostra mano. Come direte che quella superficie da voi toccata è fredda, calda, ruvida, liscia così direte che il vostro spirito ha sentito il mio Amore presente, dolce, consolatore, ispiratore, datore di forza, sapienza, carità, salute, e tutti i Suoi santi doni che non sono altro che Io. Si, non lo capite che questi doni sono sempre Io nei miei attributi? Io Dio vostro Padre attraverso Gesù Cristo vostro Signore. Non credete a chi vi dice, secondo approcci da selvaggi che amate chiamare panteisti, che io sono nelle cose, nelle piante, nel sole, negli atomi. No! Queste cose sono uno specchio della mia esistenza e del mio amore presso di voi ma Io sono Spirito, purissimo Spirito e chi mi vuole "toccare" lo può fare solo con il suo spirito che è la parte più nobile della vostra anima, ovvero quella parte della vostra anima a cui Io ho dato la capacità di "staccarsi" senza causarvi la morte e di dialogare con Me Spirito". Mi dite: "Padre ma abbiamo troppo peccato e vissuto tutta una vita senza di Te, ormai è troppo tardi per noi!". Vi dico: "Leggete il vangelo, leggete leggete leggete il vangelo. Darvelo questo vangelo è costato una sofferenza tale che voi non la portereste nemmeno per un minuto. Se non volete leggerlo per amore, perchè ancora non potete amarmi, leggetelo almeno per rispetto. Leggete tante di quelle castronerie! Se servisse a darvi una promozione sul lavoro sareste capaci di leggere un volume più pesante della bibbia in una sola serata. Pur di avere una pergamena in cui siete chiamati "dottori" siete disposti a leggere fiumi di parole per interi anni e subire umiliazioni ed ingiustizie gratuite. Ma non siete disposti a leggere il mio Vangelo! Se lo leggeste capireste che voi, è vero, avete vissuto lontano da Me per non dire che mi avete scacciato perchè ero scomodo ai vostri desideri di vita. Mi avete deriso e pure bestemmiato, mi avete allontanato i vostri bambini, tradendo un patto siglato nella mia casa, ed altro ancora avete fatto, di male, verso di Me colpendomi nel prossimo. Ma Io non vi ho mai allontanati da Me. Mai! Voi pensate che l'amore sia
un sentimento e lo date, questo sentimento, a chi vi aggrada - dite.."a chi se lo merita" o "a chi se lo sa mantenere". Ma l'amore non è un sentimento, l'amore è un Essere. Io sono l'Amore. E non posso
essere contrario alla mia natura. Io amo. Soltanto amo. Io vi amo se siete figli buoni ma anche se siete figli cattivi. Leggete il vangelo. Io sono il padre del figliol prodigo. Tutto avete sperperato del mio tesoro? Venite a me ed appena vi vedrò spuntare all'orizzonte Io vi verrò incontro a rendere più facile il vostro ritorno a casa. Io vi ho elargito grazie come "salute" e "successi" anche quando voi non mi pensavate un solo minuto della vostra giornata ed usavate male l'una e l'altra cosa. Io ve l'ho donate non per premio ma perchè allora erano indispensabili per potervi fare arrivare ad oggi. Capite? Questo Io sono. Io sono il vostro amore. Io sono l'unica cosa che la vostra anima, ovvero voi stessi, possa mai amare. Io sono qui per aiutarvi a vivere questo tempo mortale ed a guadagnarvi una eternità di Pace,
di Gaudio e di Amore cioè un'eternità di Me. Piuttosto, ditemi voi, dove altro desiderereste andare?

Thursday, June 14, 2012

Eppur bisogna andare!


Questa è la frase che, secondo una rivelazione mistica fatta ad una santa italiana, è stata usata da Gesù per introdurre i propri apostoli alla decisione di ritornare in Giudea per risuscitare l'amico Lazzaro. In Giovanni 11-7 sta scritto semplicemente:"Andiamo di nuovo in Giudea" ma la vera frase con cui Gesù iniziò questo discorso fu: "Eppur bisogna andare". Sono cose che la grazia di Dio, operante nella storia dell'umanità fino alla fine del mondo, ci rende note quando la sua sapienza lo ritiene opportuno. E sono cose che perfezionano la nostra comprensione di questo nostro Dio. Una situazione similare a questa si ritrova, per esempio, in Matteo 20-22 perchè Gesù non disse:"potete bere il mio calice?" bensì disse:"potete bere al mio calice?" Semplice sfumatura di traduzione che, però, modifica il senso della frase.

Perchè Gesù disse:"Eppure bisogna andare"? E perchè la correttezza di questa frase è così importante da aver desiderato che noi ne venissimo a conoscenza?
Ritornare a Betania, da Lazzaro, significava sancire definitivamente la propria condanna a morte. La risurrezione di Lazzaro è, infatti, l'evento spartiacque del vangelo perchè, sebbene sia il culmine della manifestazione della potenza di Gesù e della sua natura divina, è anche l'atto che accelererà la sua morte. Sappiamo che Lazzaro, l'amico fedele, dovette morire per consentire a Dio di dare un segno inequivocabile della natura del Cristo. Risuscitare un corpo disfatto! La gemma dei miracoli compiuti in vita dal Cristo. La vetta di un monte tutto spirituale: risuscitare un corpo in avanzato stato di decomposizione, un cadavere sepolto da 4 giorni. Fu l'evento spartiacque perchè le ire e le paure del sinedrio - organo di governo di una classe sacerdotale corrotta ed intenta al solo mantenimento del proprio potere - montarono al punto tale da sancire la messa a morte di Gesù attraverso il complotto finale che conosciamo bene.

"Eppure bisogna andare" è una frase meravigliosa. La parola "eppure" significa "nonostante questo atto decreti inesorabilmente la mia morte io devo andare a salvare l'amico e compiere il prodigio che avevo promesso!". 

L'uomo che ragiona secondo il mondo non dice mai "eppure bisogna andare" perchè fa solo ciò che gli torna utile, anche fosse il soddisfacimento di una semplice ed innocua curiosità. Non serve mai aggiungere "eppure" dinanzi alle sue dichiarazioni di intenti. L'uomo che ragiona secondo il mondo fa "solo" cose utili a se stesso e l'utilità prende il nome di soldi, potere ed onori.

Quanto costò dire questa frase al nostro Gesù!! Sappiamo che Egli pianse nel vedere il sepolcro di Lazzaro prima di operare il miracolo e richiamarlo alla vita. Molti, fra cui non pochi sacerdoti, usano questa frase per fare meditare quanto il Cristo fosse sensibile agli affetti umani. Il Dio che pianse per l'amico. E' vero, Gesù è vero uomo e fu sensibilissimo a tutti i santi affetti della vita. Ma in questo frangente solo una piccola "percentuale" di quel pianto era rivolto alla constatazione dell'amara sorte che l'amico dovette e seppe subire per la causa di Dio. Gesù accompagnò Lazzaro durante l'evolversi della malattia e, sebbene fosse sensibilissimo allo strazio dell'amico, non pianse mai per lui. Diceva anzi: "Questi non sono mali da morirne!". E davanti al sepolcro Gesù sa bene di essere in procinto di operare il miracolo e dare nuovamente vita al proprio amico che avrebbe presto riabbracciato e baciato. Allora cosa altro c'è in quel pianto? C'è proprio questa parolina "eppure" con tutte le sue implicazioni. Gesù vide la sua morte e sua madre davanti alla sua pietra tombale. E Lui non sarebbe morto in un letto assistito dall'amore familiare. Lui sarebbe morto di morte obbrobriosa conoscendo il tradimento, il Getsemani, l'ematidrosi, la flagellazione e la crocifissione, compiendo il sacrificio sotto la sferza di tre colpi micidiali: 1) l'abbandono del Padre 2) la consapevolezza che il suo sacrificio sarebbe stato vano per molti 3) l'essere motivo di un dolore mortale per la Madre corredentrice. Vedendo quella pietra, Gesù pensa che a breve il Lazzaro bendato sarebbe stato Lui e che nessuno avrebbe consolato la sua mamma davanti al suo sepolcro. Ecco cosa pianse Gesù...pianse, da uomo qual era, la frase "eppure bisogna fare la volontà di Dio!".
Grazie Gesù

Tuesday, April 24, 2012

La storia di Gabriele Corbelli

Gabriele muore il 17Aprile 2012 a soli 31anni stroncato da un infarto. Voleva aiutare le persone colpite da gravi malattie attraverso l'uso della nanotecnologia. Aveva fondato una startup per questo: Wise BioTech.


Carissimo Gabriele, ti ringrazio a nome di tutti gli startuppers italiani per come hai vissuto la tua vita.

Saturday, March 03, 2012

Cosa è l'innovazione, Chi innova, Come e Perchè

Riporto un estratto di una mia intervista rilasciata a Giorgia Petrini per il progetto l'Italia che Innova in cui, all'interno di un discorso di respiro più ampio, cerco di spiegare alcuni concetti essenziali sull'innovazione. Concetti che ritengo, ormai, sfuggano ad un numero TROPPO elevato di giovani italiani. Per chi volesse approfondire la problematica di un Paese che non innova, consiglio la lettura di questo libro edito Koinè Nuove Edizioni e facilmente acquistabile online (Amazon, Ibs, etc). Spero, anche in considerazione del tempo trascorso dall'uscita del libro (oltre due anni!), che questo mio post, non sia visto come una operazione di marketing. Se linko alcuni siti per l'acquisto è perchè voglio che compriate e leggiate il libro non per arricchire le tasche di Giorgia e, più ancora, dell'Editore, bensì per vostra utilità.






Wednesday, October 05, 2011

Thank you Steve

I feel like I lost both a relative and a dear friend! Thank you Steve for everything. Now do enjoy God: the greatest achievement and the best condition for a human being..the one that you cannot improve any more.


Saturday, March 20, 2010

Intervento Rai1


Friday, March 19, 2010

SkyTg24

Bella Puntata di IoReport - Skytg24 in cui Marco Montemagno invita Giorgia Petrini.


Io Reporter - SkyTg24 - 48a puntata 130310
Caricato da IoReporterSkyTG24.