
Amici, l'influenza mi tiene ancora a letto. Avevo provato a mettere un piede fuori di casa ma ho capito che non era proprio il caso e mi sono rassegnato a mettermi a riposo. Ma la noia mi assale e così ho deciso di continuare la mia serie di post volti a descrivere il tipo di vita condotto da un numero molto sparuto di individui creativi capaci di progettare in toto i principali costrutti concettuali e tecnologici alla base delle proprie idee, dalla definizione della vision del prodotto fino all’individuazione dei core tecnologici e funzionali. E' un destino duro appartenere alla schiera dei creativi...molto duro! Chi con noi si fa i soldi usa termini quali "visionari" o "geni" ed indica le nostre idee con nomignoli lusinghieri quali "disruptive" "phenomenon" "cutting edge" ma, di fatto, guarda solo il proprio tornaconto; chi, invece, ci segue con lo sguardo da lontano ci chiama "folli" o "scienziati pazzi" (una sorta di pazzi scatenati), chi boccia le nostre idee ci chiama "illusi" o "sognatori". La realtà, però, è molto più complessa. Siamo degli inguaribili romantici capaci di pensare così tanto "lucidamente" e fortemente il futuro che deve ancora venire, da riuscire, a volte, ad anticiparne un pezzetto contribuendo così al progesso tecnologico. Per noi ogni mercato ha ciclicamente dei momenti pionieristici che vanno cavalcati...a dire il vero a volte capita che la nostra idea sia così innovativa da non avercelo proprio un mercato e, quindi, bisogna costruirselo from-scratch (da zero). Siamo soli! Tendenzialmente soli ed incompresi da tutti...in particolar modo dalle persone che più ci amano.
Un vero casino dirà qualcuno! Che sia un bel casino lo penso anche io, è una vita cazzuta per gente cazzuta (bisonga avere la testa e lo stomaco)!
Dove sta il gusto dirà qualcun altro? Il gusto sta nell'essere noi stessi, non potremmo essere altro, non sapremmo fare altro. Il gusto sta nell'essere un faro che emana luce intorno a sè e che, quindi, può contribuire a migliorare le cose...
Tornando a noi, ho già detto qualcosa su come schematizzare un'idea...passiamo ora a spiegare il valore di un prototipo. Nella foto in alto trovate una sorta di microterminal domestico che ho tirato sù da me per realizzare il prototipo di una iniziativa di business denomianta Blucape.
Adoro questo genere di cose...la prima volta che giocai ad hackerare il protocollo bluetooth (1 anno fa, usando amplificatori di segnale, antenne high-gain e un po di codice lato server) mi dipinsi il volto da rapinatore notturno. ;-)
Requisiti prototipali:
- un micro pc di dimensioni molto ridotte (palmo di una mano)
- un device bluetooth classe 1 dotato di antenna esterna (oppure modificate una chiavetta bluetooth usb come ho fatto io)
- la possibilità di runnare un java server
- la possibilità di runnare un java client su dispositivo mobile (micro edition)
E' molto importante realizzare un prototipo ogni qual volta vi trovate a sostenere tesi non banali e che vi richiederanno un adeguato periodo di studio e sperimentazione volto a sciogliere ogni dubbio tecnologico, ad affinare l'idea iniziale, ad instaurare rapporti con potenziali fornitori ed amici, ma soprattutto a dare un primissimo volto a ciò che qualche mese prima poteva solo essere una buona intuizione.
Wednesday, October 10, 2007
Hai avuto l'idea? Ora fatti il prototipo!
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