Sunday, November 18, 2007

Non spariamo addosso al VC italiano!

Amici carissimi stiamo trattando un tema delicato e complesso con aspetti che non riguardano il semplice contesto economico finanziario ma anche tecnologico, culturale, sociale...insomma...per analizzare la situazione senza dire stronzate megagalattiche bisogna calare la problematica nel contesto territoriale di riferimento, ovvero l'Italia.
Io penso che le cose vadano male sia per colpe riconducibili ai VC o a chi si spaccia tale sia per colpe oggettivamente imputabili agli imprenditori o presunti tali. Da dove cominciamo? I VC italiani!
La grande difficoltà sta nel cambiare completamente una mentalità incapace di produrre risultati eclatanti, durevoli, consistenti. Bisonga iniziare a prendere coscienza che viviamo in un momento di grandi opportunità...internet non è un mercato consolidato...la sua evoluzione è così fortemente influenzata da una tecnologia che muta a ritmi frenetici spostando l'asse su opportunità e funzionalità sempre nuove, che non siamo lontani dal vero se etichettiamo la Rete come il mercato perennemente pionieristico.
Eppure...amici...chi in Italia crede che possano nascere iniziative di business globali totalmente "made in italy"? tecnologie ed idee con un tasso di innovazione tale da poter dire che, primi al mondo, proponiamo prodotti, servizi e costrutti funzionali nuovi? E' evidente che tolto Silvio che va va va con Babelgum, ed io penso che raccoglierà presto per quanto seminato, non rimane altro. Che tristezza! Ma perchè? il tasso di rischio incide molto. Queste iniziative pazzesche vengono normalmente concepite da giovani menti che si propongono in uno stato talmente early stage da intimorire un investitore che di suo non è propenso ad accollarsi alti rischi finanziari. Bisogna prendere atto che VC significa alto rischio e che l'alto rischio sa accollarselo solo chi ha abbastanza moneta, vision e palle...e che in Italia...ahime...sono in pochi a soddisfare questi requisiti. Se poi consideriamo che nel 2006 il venture capital made in italy finanzia solo 62 investimenti early-stage per un capitale investito di 28 milioni di euro, contro i 4,2 miliardi della Gran Bretagna, ci rendiamo conto che stiamo parlando di aria fritta! Perchè sparare addosso al VC italiano? Basta prendere solo atto che, semplicemente, l'early stage o il seed capital in Italia non esiste ed il sistema cerca facili guadagni altrove (es. 2,5 miliardi di euro in operazioni di by-out). La capacità valutativa incide anche...spesso le idee non sono valutate da persone all'altezza della situazione...spesso sono economisti con una buona conoscenza del settore informatico ed anche delle principali tecnologie di riferimento, sono perennemente aggiornati ma questo non è sufficiente per essere all'altezza della situazione il più delle volte. Prendiamo il caso Atomico...è difficile trovare merda nel loro porfolio semplicemente perchè loro sono imprenditori e visionari prima ancora di essere finanziatori. Possono sbagliare anche loro...anzi sbaglieranno di sicuro...ma è difficile che non intravedino un business valido per incapacità di vision o inadeguatezza di know-how tecnologico.
D'altro canto anche il tessuto imprenditoriale italiano non consente ai Vc di fare il grande salto di qualità. Essi ricevono un'enormità di business spazzatura...cosa sicuramente frustrante e tale da rendere loro la vita difficile in fase di cernita. Un po come dire...so che l'ago nel pagliaio esiste ma trovarlo è un pazzia! Un tempo si etichettava il popolo italiano come un popolo di esploratori, amanti e scienziati. Oggi pecchiamo su tutti i fronti e la cosa più grave è che viviamo in un Paese orientato alla mediocrità...che spinge a non sognare...a non credere...a non sacrificarsi. Mia madre, insegnante delle scuole primarie, mi accennava ad un fatto sconvolgente ma che riassume bene la situazione. Un insegnante vuole incontrare la madre di una bambina sveglia, studiosa, preparata, brillante e dice " Signora dobbiamo intervenire...dobbiamo fare qualcosa...sua figlia è troppo brava...troppo sveglia...troppo brillante...mette in ombra la classe...e poi...io lo dico anche per lei...se continua così sarà sempre una esclusa!!" Vedete come siamo educati alla mediocrità! Non è vero che dalle nostre università escono flotte di talentuosi ma un esercito di mediocri che potevano essere talentuosi e che sono stati sacrificati sull'altera del sistema. Un altro giorno, parlando con un mio caro amico docente di matematica, mi lamentavo di alcuni giovani laureati del suo dipartimento che avevano miseramente fallito un colloquio di lavoro e dicevo "sono scarsi! come è possibile" e la risposta fu "Iosè...a noi ci arrivano scarsi dai licei...troppe lacune...nessuna voglia di studiare...è logico che nell'università non si trasformano in scienziati...anzi..." Conludendo io ritengo che abbiamo perso il treno su cui sono saliti Israele, Cina, India, Taiwan, il nord Europa e che non possiamo più recuperare. Il mio scetticismo non riguarda il fatto che il treno non passa più...il treno potrebbe anche ripassare...siamo noi incapaci di salire sopra e prendere posto...e l'inadeguatezza della nostra classe politica non è una valida scusante.
Io credo anche, però, che il Signore semina talenti ovunque e, quindi, continuerà a seminare anche in Italia. Credo che il sistema possa almeno supportare le poche isole felici che nasceranno ugualmente per la legge dei grandi numeri. Ritengo che il VC italiano non sia, salvo alcune eccezioni constatate personalmente, il migliore supporter per un giovane imprenditore locale che, invece, laddove bisognasse di piccoli capitali, potrebbe rivolgersi al circuito dei business angel. Per il resto esistono anche le grosse corporate ed  i VC Europei.

Tutti sotto un mantello blu!

Sta arrivando...chi? cosa? dove? quando??
Blucape... un sistema di comunicazione pazzesco... nel mondo... presto!!



Non so se sei un pazzo o un genio!!

Ero di fronte a lui, tanto tempo fa, con un documento d'appoggio fatto di poche pochissime pagine, nessun prototipo reale, nessuna alphashot grafica, insomma nulla!!
Mi dilettavo a spiegare l'impossibile, l'inspiegabile, un'idea fumosa, un'intuizione tecnologica...dicevo...."un dato digitale in peperito è un qualcosa di vivo, possiede un anima perchè, proprio come un essere umano, la sua stessa natura è fortemente influenzata dal contesto in cui è calato, dalla sua storia, dalle persone conosciute (utenti che lo hanno editato o manipolato), nasce, cresce e muore ed, in ogni fase, rilascia servizi specifici". Capite che non stiamo parlando di web semantico...stiamo, casomai, parlando di "digital DNA".
Mi sono sentito rispondere con fare sentito, ad onor del vero, "non so se sei un genio o un pazzo?!". Pensai che geni ne nascono pochi...troppo pochi...e poi in Italia...chi l'ultimo? Faggin? forse...pensai così... e, in una frazione di secondo, conclusi "cazzo! sono un pazzo!". Eppure le cose cambiano...i tempi maturano...il Signore ci sostiene nel cammino ed, attraverso il nostro sacrificio, ottiene molto frutto. Peperito ha avuto il suo spazio, l'attenzione di mamma e papà, ha assunto vari volti...capite che se si potesse realizzare un sistema di gestione di risorse digitali dotate di una capacità di interazione autonoma in linea con i requisiti sopra menzionati, si potrebbe innovare fortemente sia nel campo del searching che nel campo del media content delivering.
Stay tuned!